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mercoledì, 31 agosto 2005
 

per sola osmosi

Parlerebbero i miei occhi se le mie labbra
ammutolissero. Potrei restare cieco,
e la mia mano destra continuerebbe
a parlare, parlare, parlare.

Debbo dire "Ho visto". E taccio
stringendo gli occhi. Giurerei
di no, che non ho visto. E mentirei,
parlando, parlando, parlando.

Ma debbo tacere e tanto tacere,
c'è tanto da dire, che chiuderei
gli occhi, e starei tutto il giorno,
parlando, parlando, parlando.

Dio mi liberi dal vedere quello che è chiaro
Ah, che tristezza. Potrei tagliarmi
le mani. E il mio sangue continuerebbe
a parlare, parlare, parlare.

Blas de Otero


postato da danilama | 12:07 | commenti (1)


lunedì, 29 agosto 2005
 

A me, invece, piacerebbe incidere un dc

"Un cd lo farei anche subito, mi piacerebbe molto - confessa Mastella al Corriere del Mezzogiorno - ma a causa degli impegni politici bisognerà attendere almeno l'estate prossima". Nel frattempo, all'esame delle Camere una proposta di modifica del sistema di votazione del Festivalbar, da maggioritario a proporzionale. Il tutto, dicono i maligni, è scaturito dall'insolita presenza di De Gregori al concorso canoro dell'estate: a Ceppaloni non sarà bastata come spiegazione quella che tutti ci siamo dati (e cioè che alice guarda i telegatti e francesco si è rincoglionito), ma avranno pensato a un finestra mediatica non vigilata. E mentre gli impegni politici tengono ahimè lontano Mastella dalla musica (anche se noi un anno sabbatico per incidere il suo cd glielo concederemmo volentieri), i giornalisti ci sollazzano con la battuta più simpatica di quest'estate, quella (per niente abusata) sul centro di gravità permanente. Interessanti ma prevedibili varianti sul tema potrebbero essere quelle del politico trombato, della solita musica, ecc. A dimostrazione del fatto che in Italia sarebbe bello istituire - che so?- il Premio Mollica per il giornalismo.

postato da danilama | 14:39 | commenti (4)
 

ipertropico

L'uomo scrive per liberarsi del veleno che ha accumulato con il suo modo falso di vivere. Cerca di riconquistare la propria innocenza, eppure (scrivendo) riesce soltanto a inoculare nel mondo il virus della sua delusione. Nessuno metterebbe una sola parola sulla carta se avesse il coraggio di vivere ciò in cui crede. La sua ispirazione viene deviata alla fonte; se egli desidera creare un mondo di bellezza e di magia, perché mai interpone milioni di parole tra se stesso e la realtà di quel mondo?

H. Miller, Sexus, 1949.

postato da danilama | 08:39 | commenti (4)


mercoledì, 24 agosto 2005
 

tuttifrutti?

Io nella vita ho un solo grande, enorme, inquietante interrogativo: com'è possibile non rendersi conto che l'amore è un bonsai e non una pianta grassa?

E se non ci credete, decodificate la metafora, andate per il mondo e contate le piante grasse e i bonsai, e ditemi se ho ragione o no.

Che cazzo. 

postato da danilama | 14:23 | commenti (10)


lunedì, 22 agosto 2005
 

m&m's

Ogni tanto paolo mi da un passaggio. Ore 6:50 al bar vicino a Porta al Prato. A quell'ora fa un freddo pungente, anche ora che è agosto svogliato. E d'inverno molto di più. A volte Paolo arriva con dieci minuti di ritardo, giusto il tempo di prendersi la prima incazzatura mattutina in mezzo al traffico. Io lo aspetto di fronte al bar, la borsa in una mano, l'ombrello quando piove nell'altra. Un giornale per passare il tempo, un pretesto cui poter puntare gli occhi. Gli immigrati che allo stesso posto attendono il camion che li portèrà al lavoro mi sorridono sbiechi. Niente abiti vistosi, poco trucco, eppure al bordo di una strada - di quella strada - a quell'ora lì qualcosa devo pur farci. Schivo gli sguardi di compiacenza, i sorrisi di tolleranza, le galanterie con retrogusto osceno, lo slang misto vernacolo. Poi arriva il loro camion, e la mia macchina. Presumo siano muratori, presumono sia una puttana. Ci salutiamo con un cenno del capo, reciprocamente immaginando mattoni e marchette, reciprocamente compatendoci un po', attendendo lo stesso tramonto. Quello in cui investiremo i ricavi, invertendo le opzioni, loro marchette, io mattoni. E domani, alla stessa ora, ci saremo già sputtanati un'altra alba.

postato da danilama | 08:40 | commenti (2)